Il Giuoco delle parti: Robert

“Robert smettila!”

La lama premette ancora di più sul collo, madida del sudore dell’uomo.

“Non so nulla! Te lo ripeto, te lo giuro!”

Robert fece spallucce e fischiettando un improvvisato motivetto accarezzò i capelli dell’uomo con ironica tenerezza. Se ne stava legato su quella sedia di legno da un’ora, ma ancora non aveva cacciato fuori di bocca nulla di utile. Robert continuò il suo sadico accarezzare, sempre premendo di più la lama sulla carne fragile. L’uomo cominciò a singhiozzare pesantemente, piangendo un torrente di lacrime: gli cadevano giù per le guance, tumultuose, gli annebbiavano gli occhi e la mente, grondando nella camicia sudata.

“Voglio riassumerti la situazione Billy: vedi, tu hai chiesto dei soldi, un prestito no, a certe persone. Hai ricevuto i soldi, non è così? – urlò premendo la lama – Non è così?! – l’altro annuì singhiozzando – Il problema è che ora non li vuoi ridare vecchio mio. Voglio essere franco con te: detta tra noi, il tuo tempo è scaduto.”

“Ma i soldi non li ho! Cazzo Robert, ho dovuto pagare anche la quota a Don Guido o quelli mi ammazzavano!”

“Perché, pensavi che noi non lo avremmo fatto, invece? Non paragonarmi ad uno sporco mafioso, te ne prego.”

La lama insistette sulla giugulare lacerando il derma: piccole gocce di sangue zampillarono sul metallo temprato.

“Per l’amor di Dio, Robert, abbi pietà!”

“Shhhh, Billy, lascia fuori Dio da questa storia. Lascialo nel suo regno beato ad osservare tutti noi e a dividerci in Caini ed Abeli: Dio non chiede soldi a certe persone o, almeno, li restituisce in tempo. Questa è una commedia, una farsa, è teatro, non capisci? Questa è la nostra parte, recitiamola bene, è la sera della prima! Non comprendi? E’ uno spettacolo per un cielo guardone, voyeurista, e noi dobbiamo indossare i nostri abiti di scena, tutta la vita! Curioso no, questo pirandelliano gioco delle parti? Suvvia non piangere, non ti fa onore, non a te Billy. Dopotutto non piangesti quando scialacquasti i soldi nelle puttane e nel gioco, non piagnucolasti quando comprasti la tua nuova berlina o la tua casa al lago. E’ questo il problema della gente – levò il coltello e si girò a fissare il muro bianco, le mani dietro la schiena – di quelli come te, intendo. Voi vi ostinate a voler recitare in altri ruoli e fate di tutto per apparire sosia dei protagonisti, non rendendovi conto di diventare bizzarre caricature, deformi esseri corrotti.”

Seguì un silenzio denso e cupo, disturbato solo dal pianto di Billy. Il cielo tuonò, due volte, profondamente.

“Là fuori pioverà stanotte. Spero in un nuovo diluvio universale, per raschiare via tutta questa nefandezza, tutta questa merda.”

Prese il soprabito grigio, ripiegato su una sedia, e lo indossò. Si mise in tasca il coltello, lasciando l’altro impietrito, si alzò il bavero ed uscì dalla stanza. Percorrendo il corridoio che lo separava dalla porta d’ingresso si accese una sigaretta: il tabacco sfrigolò bruciando, i polmoni anneriti inspiravano avidamente quelle prime boccate di fumo.

Il tabagismo mi ucciderà, pensò, uscendo sotto i nembi neri del temporale in arrivo.

Le luci della città inquinavano l’oscurità, Robert si mise a sedere sul cofano della sua auto fissando la casa. Inarcò le sopracciglia e fissò il cielo con occhi vacui, sospirando.

A volte è dura recitare la propria parte, specie se gli altri attori non collaborano come dovrebbero: sapeva benissimo che, finita quella sigaretta rituale, si sarebbe dovuto sporcare le mani. Mentalmente pensò alle azioni che di lì a poco avrebbe dovuto compiere: per prima cosa avrebbe dovuto tagliare la gola a Billy, il che significava sporcarsi letteralmente le mani, dopodiché avrebbe dovuto cospargere il tutto di benzina e disinfettare il tutto con un fuoco purificatore. Di cercare soldi, di frugare in cassetti tra calzini e mutande non se ne parlava, quella era roba da mafiosi, o poliziotti. Il suo ordinato elenco mentale fu, però, interrotto da un pensiero improvviso e libero: la lista della spesa. Si destò dal suo pensare quando si accorse che gli ultimi tiri della sigaretta gli stavano bruciando la gola, era finita. La buttò a terra guardandola esalare gli ultimi sbuffi di morte.

Rientrò in casa, dunque: burro, latte, formaggio.

Entrò nella stanza, sapone, succo e…fragole, si, le adoro.

“Ehi Billy sai se è la stagione delle frag…” ma si interruppe, accorgendosi che l’uomo era riverso sulla sedia, il pavimento cosparso di sangue.

Stette in silenzio, sorpreso di sé stesso, non s’era nemmeno accorto, di averlo ucciso.

Yogurt, magari un formaggio italiano…

Uscì dalla villetta, le fiamme lambivano oramai il primo piano.

Immagine

Si sedette nella vettura, si lisciò i capelli e si guardò allo specchietto: cercò di levarsi con la saliva una fastidiosa macchia scarlatta dal colletto della camicia, ma si arrese sospirando. Accese l’auto, un’ultima occhiata di controllo alla casa in fiamme e poi via, fuori dalla scena, dietro le quinte.

Cala il sipario. Era la sera della prima: tutto esaurito, un successo.

 

Scritto e redatto da Dixan

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...